Camera Amministrativa e Comunitaria della Campania
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Sezioni Semplici

Corte di Cassazione, Sezione Sesta, Sentenza del 27 novembre 2014 n. 25215
che, interpretando il disposto dell'art. 366, co. 2, c.p.c., secondo cui, se il ricorrente non ha eletto domicilio in Roma, ovvero non ha indicato l'indirizzo di posta elettronica certificata comunicato al proprio ordine, le notificazioni gli sono fatte presso la cancelleria della Corte di Cassazione, ha precisato che, ai fini della obbligatoria adozione della forma telematica di notificazione, non è idoneo a soddisfare il requisito dell'indicazione dell'indirizzo della posta elettronica certificata nel ricorso per cassazione il riferimento alla p.e.c. fatto nell'intestazione del ricorso medesimo ai soli fini delle comunicazioni di cancelleria.
CassCiv_VI_20141127_25215.pdf
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Corte di Cassazione, Sezione Sesta, Sentenza del 5 novembre 2014 n. 23526
ad avviso della quale, il termine breve per le impugnazioni decorre solo in caso di atto di impulso di controparte, pertanto, la comunicazione da parte della cancelleria del testo integrale del provvedimento depositato, non è idonea a far decorrere i termini per le impugnazioni di cui all’art. 325 c.p.c.
CassCiv_VI_20141105_23526.pdf
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Corte di Cassazione, Sezione Terza, Sentenza del 10 ottobre 2014 n. 21414
ad avviso della quale, il procuratore che sia semplice domiciliatario è abilitato alla sola ricezione, per conto del difensore, delle notificazioni e comunicazioni degli atti del processo e non anche al compimento di atti di impulso processuale (quale, nella specie, la notifica del controricorso); pertanto, poiché - a norma dalla L. 21 gennaio 1994, n. 53, art. 1 - solo l'avvocato munito di procura alle liti può eseguire direttamente le notifiche, la notifica eseguita dal procuratore semplice domiciliatario è da ritenere inesistente anziché nulla, con conseguente impossibilità di applicare l'istituto della sanatoria per raggiungimento dello scopo, prevista dall'art. 156 c.p.c. per i soli casi di nullità
CassCiv_III_20141010_21414.pdf
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Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza del 30 settembre 2014 n. 20589
che ha dichiarato inammissibile un ricorso eccessivamente lungo, composto da più di cento pagine, redatto attraverso una sovrabbondante riproduzione degli atti processuali, mentre alla esposizione dei motivi di ricorso sono dedicate le ultime dodici pagine, che da sole sarebbero state del tutto proporzionate al tipo di censure proposte.
CassCiv_SezLavoro_20140930__20589.pdf
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Corte di Cassazione, Sezione Lavoro, Sentenza del 2 luglio 2014 n. 15070
la quale ha statuito 1) che una volta ottenuta da parte dell’ufficio giudiziario interessato la prescritta abilitazione, ogni avvocato, dopo la comunicazione del proprio indirizzo di P.E.C. al Ministero della Giustizia attraverso il Consiglio dell’Ordine di appartenenza, diventa responsabile della gestione della propria P.E.C., nel senso che se non la apre ne risente le conseguenze; 2) che dall’art. 136, secondo e terzo comma, c.p.c., si evince che può ricorrersi alle forme di trasmissione delle comunicazioni di cancelleria a mezzo fax o tramite ufficiale giudiziario soltanto quando non è possibile procedere a mezzo P.E.C.
CassCiv_SezLavoro_20140702_15070.pdf
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